Un'anima Premio Bianca D'Aponte

Chiara Minaldi

Chiara Minaldi, classe 1980, agrigentina DOC ma ormai palermitana d’adozione, ha al suo attivo tanti concerti in ambito pop e jazz, diverse collaborazioni discografiche nazionali ed internazionali e numerosi riconoscimenti che esaltano le sue doti vocali e la sua elegante presenza scenica.
Nata come pianista classica e successivamente segue la strada per il canto, la vocalist è stata invitata come ospite all’Euro Bass Day 2010 di Verona, cantando al fianco di artisti internazionali, ha ricevuto la menzione speciale per le qualità vocali e interpretative a Piacenza Jazz 2011, è stata selezionata come miglior talento femminile a Lucca Donna Jazz 2011, Fabio Concato, Pippo Matino, ha aperto concerti di Teresa Salgueiro, Mario Venuti, Antonella Ruggero, è stata l’unica artista a vincere due premi alla XII edizione del Premio Bianca D’aponte, è stata premiata come Venere del Mediterraneo 2015, ha fatto parte del progetto discografico e live della grande orchestra jazz Made in Sicily, è stata invitata all’International Jazz Day a Siracusa 2016 e 2018 in quest’ultimo a fianco di Nicky Nicolai.
Affiancata da sempre dai migliori talenti della musica jazz e pop siciliana, ha dato vita insieme al pianista e arrangiatore Mauro Schiavone al suo primo lavoro discografico dal titolo “Intimate”, un album dal suono caldo e intimo che rappresenta un viaggio interiore ricco di sfumature e suggestioni jazzistiche, riportate negli arrangiamenti di brani cult della musica pop.
Nel 2017 decide di iniziare la registrazione di “Le parole hanno un’anima”, il quale esce online su tutti gli store il 4 novembre 2019.
Per la seconda volta il lavoro di scrittura degli arrangiamenti viene affidato al pianista jazz Mauro Schiavone, che da al disco un’atmosfera dal suono acustico e dal colore vintage, mentre la produzione artistica è affidata al produttore Riccardo Piparo dei TI.PI.CAL.
10 tracce, solo inediti, musiche della stessa vocalist e testi di Francesco Cusumano, in questo nuovo lavoro discografico che, fra scrittura e incisioni dura dal 2013. E’ un vestito diverso dal primo album, Intimate, comodo ed in una lingua che è familiare, ma che, grazie anche al senso artistico di Mauro, riprende in alcuni brani le atmosfere del primo disco, cioè suoni caldi e intimi.
E’ un album che non passa di moda, non per forza catalogabile in un vero e proprio genere di appartenenza, dentro c’è l’anima e il cuore di tutti coloro che vi hanno partecipato per il piacere di fare musica.